La poetica di Léger

"Il mercatino delle pulci" parte 2 - Qui la prima parte.

No, non lo lasciai per quella foto.

Per quella poi. Era di un’ambiguità machiavellica, mancava di passione e dell’equilibrio rinascimentale che sostiene con gentilezza il gomito dell’osservatore permettendogli di adattarsi alla luce e aggrapparsi al filo della narrazione, prima di sentirsene sopraffatto. Non v’era alcun nesso simbolico a unire i due mondi e il gioco di specchi era un trucco da dilettanti, la lettura piatta di una carta da gioco.

La scena aveva qualcosa di artificioso, era costruita con una freddezza e un’accuratezza impeccabili e nemmeno la presenza di un corpo femminile, il mio, gettato lì in pasto alla luce, riusciva a mitigare la sensazione del dramma imminente.

Ci rimasi male e non lo nascosi.

La fiamma si alimentò del suo stesso dramma. “La figura umana non è più importante di una chiave o una bicicletta” disse con voce impostata citando Léger. “E’ una cosa assurda!” sbottai “Léger reinterpretò il concetto di scena rendendola parte di un’opera d’arte in senso assoluto”.

Discutemmo ancora, finché il candore sfacciato della sua camicia bianca non scivolò in silenzio sul sedile posteriore di un taxi.

Sì, lo lasciai per quella foto.

Londra-3

Microstoria #20-2

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9 risposte a "La poetica di Léger"

  1. bakanek0 06/06/2013 / 18:10

    Che seguito intrigante e raffinato! Bravissima, sono incantata 😀

    • ilsolitomood 09/06/2013 / 19:21

      Trovi? mi fa piacere, ci sono ancora alcuni pezzi del puzzle da mettere a posto, poi vediamo…. 🙂

      • di questi tempi 11/06/2013 / 11:45

        Sí, c’è una preziosa velatura di.. misterioso.
        Semmai trovo il dialogo troppo razionale, puntiglioso nel suo voler essere vero. Ma da un certo punto di vista è come una lama che recide, che recide il filo tra i personaggi.
        😉
        Ciao!

        • ilsolitomood 11/06/2013 / 18:29

          Infatti, tra loro non c’è dialogo. Lei lo molla per una foto (!?!) e si aggrappa all’errata definizione della poetica di Léger di lui, spacciandola per ragione plausibile. Ve l’ho detto mille volte, sono tipacci questi qui!! 😉

  2. massimolegnani 11/06/2013 / 19:29

    ..e questa seconda parte e’ migliore della prima, piu’ compatta, piu’ giocata sulle parole (l’eqiuilibrio rinascimentale che sostiene con gentilezza il gomito dell’osservatore…..e’ una chicca)
    E poi c’e’ quel simpatico e femminilissimo contraddirsi tra incipit e chiusa che porta a essere solidali con la protagonista.
    ml

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