Vencido

La rivoluzione alla fine la fece sul serio. Per lei mi lasciò tirandosi dietro la porta. Non ricordo altro, ma conservo di quel giorno un groviglio di filo di ferro, inutile e ingombrante come un fermacarte. La feci con le mie mani, quella grossa palla di filo, mentre lui girava per la stanza elencando, con ampi gesti e non proprio nel giusto ordine d’importanza, i principi fondamentali della grande causa.

In seguito non ne seppi più nulla, fino al giorno in cui entrai nello studio di quel fotografo. Due enormi lampadari in carta di riso e un numero imprecisato d’immagini appiccicate alla rinfusa alle pareti rendevano la stanza allegra. Quando lo vidi, però, ci rimasi male. Mi avvicinai per osservarlo.

In quello scatto era avvolto nella cerchia affettuosa degli amici. Elegante ma temperato, nonostante l’aria di festa. Il suo sorriso era tirato e lo sguardo, puntato dritto nell’obiettivo, era scuro, infestato ormai dalla sensazione d’essere stato frainteso.

E quella scritta dietro la schiena. Della frase originale restava solo la parola “vencido”.

Installazione fotografica al SI Fest di Savignano sul Rubicone – sett.2013

Microstoria #23

Annunci

6 risposte a "Vencido"

  1. Egoingordo 08/11/2013 / 08:34

    Ci sbatti dietro porte chiuse che frantumano mille anni in due parole. Quando ci apri un altro flash. Ok non voglio che mi spieghi come hai fatto a vedere cosa c’è scritto dietro la schiena… el juego no se cierra.

    • ilsolitomood 08/11/2013 / 08:47

      Ti immagino ingrandire la foto alla ricerca della scritta sulla parete.. 🙂
      La scritta non c’è ovviamente. Qui siamo su piani paralleli: immagine e parole e in questo blog le due cose non concordano. Ciao Ego.

  2. bakanek0 08/11/2013 / 13:00

    Ecco un’altra microstoria che vedrei ingrandita in macro…la tua è sintetica pienezza, eppure mi piacerebbe saperne di più. Non ti ripeto che mi fa sempre piacere trovarti perché rischierei di essere tacciata di pedanteria 🙂

    • ilsolitomood 27/11/2013 / 10:32

      La tua pedanteria è benvenuta. Hai ragione, certi personaggi meritano più di qualche misera riga. Il rivoluzionario poi, chissà cosa si porta dietro. Prima o poi lo scopriremo 🙂

  3. Angela 13/11/2013 / 07:05

    Mi chiedo dove hai messo la grossa palla di filo di ferro. Magari dietro la schiena a coprire la scritta 😉

    • ilsolitomood 27/11/2013 / 10:34

      La palla non serve nemmeno a fermare i ricordi. Quelli restano appesi alla mente come fogli volanti. La puntina reggerò? credo di no. Sono destinati a filarsela insieme alle avventure belle, e a quelle brutte. Ciao Angie 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...