L’alfabeto degli affetti

E’ dura la vita del collezionista. Di quella piccola serie di foto non resta che un esiguo numero di esemplari sfuggito miracolosamente alle maglie di un rigoroso presidio. Appartenevano a lei e fino alla fine le custodì con una gelosia feroce. Ricostruendo la storia però, se ne deduce la ragione.

S’innamorarono alla vigilia della guerra, da cui entrambi uscirono illesi. Lui, un collaudatore d’aerei, alto e coi baffi alla moda, di quelli sottili che sparirono solo nel ’37. Lei, opportunamente desiderabile e sognatrice, non la smetteva di sorridere e di scrivergli lettere con una grafia leggera e sottile, ritenendola appropriata a stimolare l’attenzione di quel suo unico lettore così fuori dal comune. Si trattava per lo più di cronache quotidiane, impressioni di vita collettiva fatte di uomini e donne messi insieme per l’occasione.

In cambio riceveva istantanee sovraesposte, cariche di una bicromia rovente, dolorosamente asfittiche oppure arse dal bulbo solare, che lui scattava in volo con una mano sola.

La prima che le fu indirizzata era completamente nera. Gli rispose con gentilezza, lodandolo per l’intenzione di cogliere l’essenza delle cose trascendendo il particolare, rilevando tuttavia la necessità di percorrere anche altre strade per esprimere l’infinita bellezza universale. Ne seguirono altre a svelare in maniera sempre più audace le avventure di quell’uomo infilato nel mezzo di nuvole inconsistenti, in cieli sordi dei suoni della risacca o del rumore delle fronde, ingolfato nel chiaro fumo dei motori. Inventarono una specie di nuovo alfabeto degli affetti, che attirò l’attenzione.

A chi le chiedesse di far emergere dalle carte un ricordo di quei giorni, lei faceva spallucce e rispondeva: “Ballava molto bene, ma faceva passi troppo grandi per me”.

Fenestrelle
Forte di Fenestrelle – interno, Val Chisone (Torino)

Microstoria #24

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8 risposte a "L’alfabeto degli affetti"

  1. massimolegnani 27/11/2013 / 10:49

    Quello scambio di foto, di parole e di sintonia mi fa pensare all’essenza del web prima del web.
    piaciute, la storia e la scrittura
    ml

    • ilsolitomood 27/11/2013 / 13:29

      Giusto. C’era un modo bello di relazionarsi anche ai tempi precedenti il web. Grazie Massimo per il commento.

  2. tramedipensieri 27/11/2013 / 11:41

    …con i giusti tempi d’attesa… e l’emozione come compagnia….

    buonde cose
    .marta

    • ilsolitomood 27/11/2013 / 13:30

      Esatto, oggi si fagocita il tempo a colpi di what’s up! 🙂
      Grazie Marta.

  3. Egoingordo 27/11/2013 / 13:14

    Dunque da una foto nera può nascere un’intera collezione, tra un “meccanico” e una sognatrice un amore, ma mai allungare troppo il passo. Ho capito, però ballava bene e io ora me lo immagino…

    • ilsolitomood 27/11/2013 / 13:28

      Più che altro è che a volte tra due persone nasce un’alchimia difficile da capire per il resto del mondo, tranne forse l’occhio esperto di un collezionista.

  4. bakanek0 27/11/2013 / 17:37

    Centellini le tue presenze e lasci poche righe perfette, ogni volta.
    Il tuo alfabeto da leggere e immaginare attraverso le fotografie che scegli, perfette.
    Monocromatismo che amo.

    • ilsolitomood 29/11/2013 / 08:13

      Come sempre grazie per la tua presenza e per l’attenzione che ogni volta riservi alle cosacce che scrivo. 🙂

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