Fil rouge

Lo sciabordio tra pali e fondamenta logora i nervi, lo stomaco.

Questo quartiere è una zattera; il vento lo spinge sulla sabbia e più in là,

riempie la stanza di pulviscolo e inquietudine.

Qualcuno rovista nel silenzio,

una battuta tagliente ha guastato l’amicizia tra due artisti

(un sodalizio assuefatto da teorie estetiche)

in sessanta opere non si è trovato neppure un luogo, uno dico, rifugio, sacrario, ma anche prigione o incubo dove fermare finalmente il viaggio.

C’è troppo giallo intorno per discutere, alla finestra

il sole tocca il mare per saggiarne la temperatura

un luogo dove fermare finalmente il viaggio

nella cornice una fotografia, sdraiati a Stromboli, la testa poggiata sulla sabbia,

infatti no, nemmeno qui, noi due naufraghi spaventati.

Venezia03

#17

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14 risposte a "Fil rouge"

  1. tramedipensieri 30/05/2014 / 21:35

    Un giallo che ha visto tempi migliori .quasi rassegnato dallo sguardo spento…

  2. Angela 31/05/2014 / 20:53

    Si potrebbe tentare un nuovo quartiere o chiudere bene le finestre così che il silenzio faccia meno rumore. Forse basterebbe lasciare più spazio alle parole dei due artisti che hanno ben chiaro il concetto di amicizia e confidare nello stupore dei due naufraghi mentre gridano all’unisono “terra”
    Scusa Laura la personale rilettura del tuo scritto
    brava…come sempre 😊

    • ilsolitomood 06/06/2014 / 08:18

      Angela, tu puoi reinterpretare tutte le volte che vuoi. Da parte mia solo il tentativo di trasmettere l’atmosfera di un pomeriggio di sole, alla finestra, in un posto come questo… un abbraccio 🙂

  3. bakanek0 02/06/2014 / 08:37

    il tuo mood.
    Mi circonda, e io lo respiro.
    Ah, se tu scrivessi più spesso!

    • ilsolitomood 06/06/2014 / 08:23

      Ah, se tu mi insegnassi a scrivere commenti come questo!! fai venire voglia di scrivere più spesso.. 🙂

      • bakanek0 06/06/2014 / 09:06

        Sei tu che mi ispiri i commenti, darling 🙂

  4. Egoingordo 05/06/2014 / 07:46

    Si potrebbe spingere la zattera avanti, magari costruirle due ruotine, che quando la sabbia brucia, la vita non scivola.
    Si potrebbe rompere il recipiente del silenzio, versare le parole a terra, riempire qualche buca, che in alcune si cade, ci si fa male.
    Si potrebbe inventare l’amorizia, un impulso che ama il mare e resiste al sale.
    Si potrebbe prendere una fotografia e far scivolare la paura fuori dalla cornice.

    Si potrebbe dipingere una sola parete di giallo e dalla finestra far entrare il vento.

    • ilsolitomood 06/06/2014 / 08:31

      Quante cose; a volte serve fermarsi a osservare l’evolversi degli eventi.. non sempre un lavorio dissennato produce buoni risultati. La sostanza sedimenta sul fondo e rende più solida la base. Ciao Ego, un abbraccio 🙂

      • Egoingordo 06/06/2014 / 09:46

        Quando sognamo/scriviamo troppe cose, solitamente è proprio perché siamo troppo fermi. Me ne basterebbe avviare una sola di quelle. Buone storie e abbraccio anche a te

        • ilsolitomood 06/06/2014 / 09:59

          Puoi sempre provarci, scegli quella che ti sembra più adatta al momento e all’umore.

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