Il venditore di storie #1

Vendere storie è un lavoro da pazzi. Ma io non sono pazzo. Vendo storie a domicilio, anzi le racconto. Scelgo con cura una casa e una porta. Non è cosa facile. Serve una buona dose di intuito per decidere a quale affidarsi. Distinguere tra un “Sig. Carinci” e una “Famiglia Falpalà”. Ancor più complicato è decidere la storia giusta da raccontare,  così su due piedi, immobile sulla soglia di una dimora entro cui non sono ancora stato invitato a entrare. Né forse lo sarò mai.

Esistono vari approcci, ma io punto tutto sulla curiosità: quella piccola fiamma che accende lo sguardo che si posa sulla mia figura di sconosciuto, talvolta tenue e sfuggente oppure seccata e impertinente. Un piccolo istante mi occorre per afferrarla e modulare le successive parole per rassicurare o infiammare l’anima del mio interlocutore.

Vendo parole. E non costano care. Lascio al vostro buon cuore giudicarne il valore.

Mi fido. Comprare storie  è una cosa da pazzi.

La leggenda del girasole.

Era un tipo pieno di stranezze. Un giorno, non si sa come, fu preso dalla bizzarra idea di catturare le stagioni, ma ogni volta che provava a scendere a patti col sole finiva stremato a contare i fili d’erba ai suoi piedi.

Girasoli

Ogni storia ha il suo quaderno preferito:

Quaderno Medioevalis in cuoio morbido:  Il lungo laccio avvolge dolcemente il quaderno e tutto quanto in esso racchiuso, come l’abbraccio di un compagno gentile.

Quaderno cuoio morbido con laccio
Quaderno cuoio morbido con laccio “Medioevalis”

 

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3 thoughts on “Il venditore di storie #1

    • ilsolitomood 03/07/2015 / 15:11

      Oh! Marta, non so che mi è preso. Mi sono inventata il lavoro più spaventoso del mondo… Un abbraccio forte! 🙂

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