Buongiorno

 Big snow feb 2015A chi sprofonda in questa luce selvaggia che sembra non avere fine;

Big snow feb 2015

A chi percorrere i sentieri tutto d’un fiato aspettandosi, dietro a ogni curva, di trovarsi faccia a faccia con un lupo o una volpe. O magari con una fata.

Big snow feb 2015

A chi, folle d’amore, danza nelle radure e rincorre le lucciole tra i cespugli;

Big snow feb 2015

A chi insegue nella memoria le tracce imprecise di una stella;

Big snow feb 2015

mentre la luna nel mattino si sbriciola piano piano

Big snow feb 2015

 e interrompe la vanità del suo vagare

Big snow feb 2015

per dar forma infinita al mio sentire.

Buon San Valentino.

 

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Seneca e l’amicizia

Seneca scrisse in una lettera a Lucillo a proposito di Ecatone:

.. ti dirò quel che oggi ho trovato di accattivante in Ecatone. "Mi chiedi" egli dice "quali siano i miei progressi? Ho cominciato a essere amico di me stesso." Fece davvero un bel progresso.. sappi che un amico di questo genere è accessibile a tutti.

Buon Natale agli amici

e agli amici dei nostri amici.

Laura e JJ

buon natale_
Accessori Legatoria Koiné

tratto da: Le consolazioni della filosofia – Alain de Botton – Le fenici

Senz’ombra

schiude il germoglio

nella notte del raduno

 

spalanca il serbatoio dell’arcano

(che è memoria pura)

silenzioso attende

 

nel brusio di sagome senz’ombra

sulla natura tenue delle cose

ascolta

 

viaggiar leggeri, è importante

(a parte un po’ di nostalgia)

dice

 

senz’ombra non s’intrecciano

le dita, a stento si sorreggono

le stelle

 

se son maschere dall’occhio vuoto,

(puntando il dito)

chi mi spiega di tutto quel cielo

il motivo?

Venezia, Isola della Giudecca
Venezia, Isola della Giudecca

# 2

Quattro monete

Quattro monete precipitarono sul tavolo. Le buttò lo straniero per sfidare quella banda di miserevoli ad affrontare, quella stessa notte, i numi della tempesta.

Uno solo si alzò per controllare l’entità della puntata e scoppiò a ridere. Si calò il cappello fin sugli occhi e spalancò la porta dando voce al vento irato della sera, poi ci ripensò e la richiuse con un calcio. Si girò e dallo sguardo, dalla voce era svanita ogni traccia d’ironia.

“Voi non sapete nemmeno cosa sia la tempesta” disse “che c’entrate col livore del cielo, col ribollire eterno del mare, con l’odio che il vento ha fin dal principio per la terra? E’ un fatto che non vi appartiene; per voi il teatro dei numi è vuoto, buio, spento. Non vogliamo spettatori a sventolare uno stendardo marcio di sale sul bordo della risacca. La tempesta è affare nostro, non vi appartiene”.

“Lo so.” disse lo straniero “Ma non posso sopportare l’esistenza di uno spazio fisico in cui per me non ci sia posto”.

Lo spazio vuoto
Lo spazio vuoto

Microstoria #14