Microstorie

Qui comincia la mia collezione di microstorie dove tratteggio – in poche righe – fatti al limite del vero, personaggi in bilico sul presunto, teorie a mollo in ambiente insalubre.

E’ tutto qui, frutto del vero o insufflato a mia insaputa.

Alle immagini l’ingrato compito di forzare il varco per l’altrove.

No logic required.

Laura

Claire de lune

In un sogno ricorrente,

tolti gli abiti neri da cortigiana,

accarezzo l’idea di uccidere a mani nude

il chiaro di luna.

Falchetto

# 1

Emozioni opposte

Così mi disse: “Rifletti”,

“se l’amore è uno stato d’animo potenzialmente recidivo, il dubbio è la condizione che trae forza dal conflitto tra emozioni opposte.”

Io non so;

non sono mai riuscita a chiudere il cerchio dei suoi discorsi.

Avvolto dal pensiero, Londra

# 2

Se mi tocca sognare

Se proprio mi tocca sognare lo faccio sentendomi in colpa come chi, frugando in stanze altrui mette le mani su quelle strane foto in cui la padrona di casa,

in un attimo tutto suo,

sorride compiaciuta.

Sposa in piazza S.Marco - Venezia

# 3

Nemmeno più il mio nome

Perse l’amore ai dadi insieme al tetto e alla speranza.

Partì per mare accompagnato da un filo di luna, ma fu un viaggio allucinante.

Mentre gli altri piangendo invocavano i santi, lui remava in silenzio, scuro come un galeotto; la testa vuota.

“Tanto i santi, ci scommetto, nemmeno più il mio nome rammentano”.

Giocatore di scacchi. Londra

# 4

Per te

Ordinato, pulito, ideale, in pratica perfetto. Peccato che non esista.

Quando la realtà si trasfigura, per perdersi basta un attimo.

Non si combatte l’irrequietezza della vita con gli occhi chiusi, lo sai, né con l’aiuto di un’orda di folli usciti dalle pieghe del tuo ventaglio.

Venezia

# 5

Il venditore di storie

Nella sua lunga carriera rimase più volte impigliato in un abbraccio o in qualcosa di poco più intenso di un ramo steso in controluce.

E gli occhi che lo fissavano lì, in piedi sulla soglia mezzo nascosto dai fiori, restavano per lo più distanti e cupi.

Era un illuso; il clown d’un circo moribondo che chiude il suo spettacolo con un inchino mentre sussurra un candido “with love”.

Doorbells

# 6

Esitazione

Che storia la sua.

Quando il successo bussò alla porta, lui non si fece trovare.

Il giorno in cui tutti smisero di dubitare delle sue grandi qualità (inventiva, capacità di sintesi e musicalità), fu proprio lui a concedersi un attimo di esitazione.

Si alzò nel cuore della notte, scrisse due righe sul muro della cucina e sparì.

“Non cercatemi”.

“Quant’è buono il caffè a Istanbul”.

Istanbul

# 7

Anomalia emotiva

Personalità complessa.

Dei suoi studi sulle anomalie emotive rimangono due misere pagine a descrivere quello spasmo inaspettato che chiamiamo impropriamente ardore.

Fu lui stesso, un giorno, a bruciare tutto con un fiammifero.

“Le persone intorno a me sono fredde” tagliò corto ”e non trovavo più un fremito da isolare, eccetto il mio”.

Del genuino entusiasmo con cui il mondo accolse il suo gesto, non fu per nulla sorpreso.

In coda (godersi un raggio di sole)

# 8

La regista

In questa scena l’arena è sovraffollata di personaggi in lotta per una torre di cartapesta.

Ci agitiamo nella polvere aspettando la battuta che segue il nostro nome sul copione.

Presto il faro punterà sul viso mettendoci in risalto, facendoci zittire e lo sguardo, quella ruga sovraesposta, renderà la storia acre e drammatica.

Lei è là e ci plasma col potere della luce. Nel nome di una verità presunta ci brucia l’anima o ci sacrifica se solo lo vuole, riscrivendo i ruoli.

Ci osserva con lo sguardo pungente e scribacchia furiosa con quell’inchiostro sfrontato color porpora che ormai manda in bestia tutti.

E’ una dannata arruffapopoli.

In coda (in realtà è un corteo)

# 9

Eccesso di rollio

La terra ha una natura malinconica e riflessiva di cui non parla volentieri, ma si arrovella attorno ad una semplice domanda: “Quanta paura hai del vuoto?”. “Tanta” si risponde da lontano.

Quando incontrò la luce, ne rimase sconcertata, ma non si ritrasse dal vortice.

La avvolse dapprima la nota calda di un giallo pieno e orgoglioso, mescolato un po’ alla buona. Seguì l’abbraccio avido e cupo tipico di certi rossi. Sprofondò nel nero secco dentro cui poté urlare senza vergogna tutta la solitudine dell’esistenza.

Chiuse gli occhi ritrovandosi al culmine del piacere con i soli chiaroscuri.

Ne conseguì un’opera inebriante e insensata, figlia di un eccesso di rollio.

Conversazione

# 10

L’autobiografia

“Oggi scrivo la mia autobiografia” disse.

Si alzò, prese un rotolo di spago e cominciò ad annodare uno dopo l’altro gli oggetti presenti nella stanza. Alcuni erano piccoli, come i bicchieri e i libri, altri grandi come il forno a microonde e le poltrone. Li legò stretti e li sistemò delicatamente a terra.

Io osservavo in silenzio e quell’opera mi appariva come la gigantesca collana di un’entità superiore e smemorata, fuggita all’improvviso enorme e disadorna.

Poi sorrisi cercando di prevedere come diavolo avrebbe fatto a rappresentare quella barca in secca sulla spiaggia vulcanica nella cui ombra trascorremmo quasi tutta la nostra prima estate insieme.

In corteo

# 11

Le forbici

I suoi erano per lo più pensieri semplici e anche nelle questioni più complicate si poteva presagire il lieto fine.

Guardai mentre avvicinava le forbici al bordo della pagina, dove una barca dalle grandi vele bianche pareva impigliata nel bel tempo.

Chiuse le lame di scatto e tagliò il cielo in due.

“Sono successe molte cose nella mia vita” disse come per giustificarsi “e solo i frammenti danno un po’ di quiete alla mia rabbia”.

Cosa avrei potuto rispondere? Era fatta così: risolveva le cose difficili in un modo incredibilmente semplice.

Questione di tagli

# 12

Contro-resurrezione

Fu per quella banale faccenda che abbandonò il buco polveroso in cui si era rinchiuso.

Per prima cosa sbatté le palpebre, poi prese a togliersi con calma la polvere di dosso.

Alzò lo sguardo e lo osservammo estrarre dal corpo a fatica una voce sepolta sotto strati di silenzio.

Restammo sorpresi quando affermò che in effetti no, non si costruisce in quel modo un’esperienza fragorosa. “Ma nemmeno come voi” aggiunse “voi siete appesi al nulla … ben che vada, a un architrave di cartapesta”.

Pennini come punte di lancia

# 13

Quattro monete

Quattro monete precipitarono sul tavolo. Le buttò lo straniero per sfidare quella banda di miserevoli ad affrontare, quella stessa notte, i numi della tempesta.

Uno solo si alzò per controllare l’entità della puntata e scoppiò a ridere. Si calò il cappello fin sugli occhi e spalancò la porta dando voce al vento irato della sera, poi ci ripensò e la richiuse con un calcio. Si girò e dallo sguardo, dalla voce era svanita ogni traccia d’ironia.

“Voi non sapete nemmeno cosa sia la tempesta” disse “che c’entrate col livore del cielo, col ribollire eterno del mare, con l’odio che il vento ha fin dal principio per la terra? E’ un fatto che non vi appartiene; per voi il teatro dei numi è vuoto, buio, spento. Non vogliamo spettatori a sventolare uno stendardo marcio di sale sul bordo della risacca. La tempesta è affare nostro, non vi appartiene”.

“Lo so.” disse lo straniero “Ma non posso sopportare l’esistenza di uno spazio fisico in cui per me non ci sia posto”.

Lo spazio vuoto

# 14

Interno fiammingo

Devo piantarla coi film appena prima di dormire perché poi tutto diventa verosimile, inclusa la luna che scricchiola dietro i vetri e i capelli che diventano aghi e mi pungono le dita.

Un raggio illumina la stanza. Dentro s’è accomodata l’anima e osserva con curiosità la tappezzeria sbiadita. La scena, lo ammetto, ha qualcosa di drammatico e crudo, pare un interno fiammingo e un po’ mi imbarazza.

“Mi piace come lavori con lo spazio” dice, “non so mai cosa ci metterai dentro”.

“A dirla tutta” riprende dopo un attimo di silenzio, “mi aspettavo qualcosa di meno concreto, tipo un labirinto di specchi”.

Mi sveglio sul punto di protestare, ma senza alcuna convinzione.

Interno, mostra d'arte - Sorano (GR)

# 15

3 thoughts on “Microstorie

  1. Letteralmente Felice 19/11/2013 / 06:58

    Bellissime le tue foto, non da meno i tuoi pensieri, questa è la sezione del sito che forse mi piace di più!

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