Seneca e l’amicizia

Seneca scrisse in una lettera a Lucillo a proposito di Ecatone:

.. ti dirò quel che oggi ho trovato di accattivante in Ecatone. "Mi chiedi" egli dice "quali siano i miei progressi? Ho cominciato a essere amico di me stesso." Fece davvero un bel progresso.. sappi che un amico di questo genere è accessibile a tutti.

Buon Natale agli amici

e agli amici dei nostri amici.

Laura e JJ

buon natale_
Accessori Legatoria Koiné

tratto da: Le consolazioni della filosofia – Alain de Botton – Le fenici

Annunci

Sirtaki (mano nella mano)

In Grecia il 15 agosto, giorno dell’Assunzione è una festa religiosa molto sentita, ma è anche l’occasione per spezzare il ritmo della vita quotidiana e dare libero sfogo alla gioia popolare, al ritmo del Sirtaki.

C’eravamo anche noi e questo è il mio personale racconto per immagini, tra ritmo e gestualità.

Progetto: mani. Foto mie.

Psychro, Creta, 2014

I miei erano contrari

il circo visita la periferia:

la bocca spalancata del tendone

a spicchi rossi e bianchi.

 

C’è qualcosa di poetico in ciò che non si percepisce,

quando l’interno si affaccia sull’esterno, come l’anima fa

quelle rare volte.

 

Sotto la stessa luce sporca di calce

qualcuno tenta di scappare, più in là

ci si diverte un mondo.

Milano-2
Milano, 2014

#20

Quanti spettatori?

una giornata di forte vento, un foglietto

carambola attraverso la piazza

nelle mie mani

 

immolato sull’altare dell’amore

mi concedo alla malia del dolore

malato, predestinato, incompreso.

 

Felliniano. Possiede estro caricaturale

permette a una parola di mutarne il significato: felicemente

direi, tra l’immolarsi e il concedersi, o più in là

a sbarrare il mesto trittico.

 

Che l’insuccesso gli abbia dato alla testa?

un film, un flop, all’undicesima battuta:

 “Io sono un pessimo amante, ma amo sempre meglio di te”

Dio, togligli la voce. La storia è monca.

Si dice che il Maestro usasse la noia come metro di giudizio:

E allora se lo tenga questo sentimento!  Avrebbe urlato.

Per conto mio,

 preferisco starmene alla larga.

 

Zero spettatori.

bosco verticale

#18

Fil rouge

Lo sciabordio tra pali e fondamenta logora i nervi, lo stomaco.

Questo quartiere è una zattera; il vento lo spinge sulla sabbia e più in là,

riempie la stanza di pulviscolo e inquietudine.

Qualcuno rovista nel silenzio,

una battuta tagliente ha guastato l’amicizia tra due artisti

(un sodalizio assuefatto da teorie estetiche)

in sessanta opere non si è trovato neppure un luogo, uno dico, rifugio, sacrario, ma anche prigione o incubo dove fermare finalmente il viaggio.

C’è troppo giallo intorno per discutere, alla finestra

il sole tocca il mare per saggiarne la temperatura

un luogo dove fermare finalmente il viaggio

nella cornice una fotografia, sdraiati a Stromboli, la testa poggiata sulla sabbia,

infatti no, nemmeno qui, noi due naufraghi spaventati.

Venezia03

#17