Buongiorno

 Big snow feb 2015A chi sprofonda in questa luce selvaggia che sembra non avere fine;

Big snow feb 2015

A chi percorrere i sentieri tutto d’un fiato aspettandosi, dietro a ogni curva, di trovarsi faccia a faccia con un lupo o una volpe. O magari con una fata.

Big snow feb 2015

A chi, folle d’amore, danza nelle radure e rincorre le lucciole tra i cespugli;

Big snow feb 2015

A chi insegue nella memoria le tracce imprecise di una stella;

Big snow feb 2015

mentre la luna nel mattino si sbriciola piano piano

Big snow feb 2015

 e interrompe la vanità del suo vagare

Big snow feb 2015

per dar forma infinita al mio sentire.

Buon San Valentino.

 

Sirtaki (mano nella mano)

In Grecia il 15 agosto, giorno dell’Assunzione è una festa religiosa molto sentita, ma è anche l’occasione per spezzare il ritmo della vita quotidiana e dare libero sfogo alla gioia popolare, al ritmo del Sirtaki.

C’eravamo anche noi e questo è il mio personale racconto per immagini, tra ritmo e gestualità.

Progetto: mani. Foto mie.

Psychro, Creta, 2014

I miei erano contrari

il circo visita la periferia:

la bocca spalancata del tendone

a spicchi rossi e bianchi.

 

C’è qualcosa di poetico in ciò che non si percepisce,

quando l’interno si affaccia sull’esterno, come l’anima fa

quelle rare volte.

 

Sotto la stessa luce sporca di calce

qualcuno tenta di scappare, più in là

ci si diverte un mondo.

Milano-2
Milano, 2014

#20

Quanti spettatori?

una giornata di forte vento, un foglietto

carambola attraverso la piazza

nelle mie mani

 

immolato sull’altare dell’amore

mi concedo alla malia del dolore

malato, predestinato, incompreso.

 

Felliniano. Possiede estro caricaturale

permette a una parola di mutarne il significato: felicemente

direi, tra l’immolarsi e il concedersi, o più in là

a sbarrare il mesto trittico.

 

Che l’insuccesso gli abbia dato alla testa?

un film, un flop, all’undicesima battuta:

 “Io sono un pessimo amante, ma amo sempre meglio di te”

Dio, togligli la voce. La storia è monca.

Si dice che il Maestro usasse la noia come metro di giudizio:

E allora se lo tenga questo sentimento!  Avrebbe urlato.

Per conto mio,

 preferisco starmene alla larga.

 

Zero spettatori.

bosco verticale

#18

Sakura

Prima di cominciare il lavoro penso al mio debito con Rimbaud. Accade ogni volta che cerco di scoprire chi sia quella persona, così discrepante e ignota, che mi alberga nel profondo. Queste foto sono frutto di un lavorio strano, una ricerca minuziosa e sconclusionata fatta di luci e ombre dove i personaggi si muovono veloci e nascono più da cancellazioni che da manifestazioni. Di fronte a certe inquadrature sento la necessità di tagliare teste, cancellare arti e ridurre al minimo i dettagli per raggiungere un silenzio trasparente e impalpabile. Inseguo l’errore e la scia dell’illuminazione. Agisco d’istinto per catturare qualcosa che un attimo dopo è già svanito nella prospettiva di un spazio che più passa il tempo più si assottiglia e diventa irreale.

Ho passeggiato nel deserto dell’Arizona. E’ stato bello. Mi è sembrato di attraversare la città dei miracoli dove ogni cosa appare per la prima volta e per una volta sola. La terra si stende nuda sotto il cielo, insensibile a ogni riferimento. Perché dovremmo opporci al concetto di deserto? E’ un luogo di rivelazione, di rinascita, di solitudine, di quel desiderio d’infinito che tanto ci spaventa.

Ma è pur sempre meno terribile degli specchi. Ci ho pensato su. Gli specchi ci chiamano a giocare una partita tremenda. Ci spingono a guardare la nostra immagine come se provenisse da altrove. Piombiamo in uno spazio attraverso una porta girevole per scoprire la banale miscela del quotidiano, così delicata e sublime.

Chi è quello alla finestra? Oh, è un uomo che osserva il mondo là fuori, si porta il dito alle labbra e impone a tutti un po’ di silenzio.

Qualcosa che mi ha fatto pensare "Sakura!"
Qualcosa che mi ha fatto pensare “Sakura!” – Milano 2014

Microstoria #26

Buona Pasqua!