Ai devoti della matita

Un titolo niente male.

 

Raramente su questo blog ho parlato dei prodotti di legatoria di cui mi occupo, né ho mai descritto i progetti che nel tempo mi sono pervenuti. Chissà perché? Eppure alcuni sono davvero belli: sono progetti personali che richiedono tutta l’abilità dei maestri rilegatori, sono vari e raccontano storie di piccole e grandi aspettative e guardano al futuro. Se riavvolgessi quel filo invisibile che lega l’una all’altra le creazioni, vi  mostrerei un collage di luoghi e persone: storie di pievi e monasteri, dimore antiche poste in luoghi magici, di poeti e pensatori, viaggiatori di mare e di terra, avventurieri e artisti, turisti frettolosi e pellegrini, storie di unioni e nascite, di distacchi e biografie domestiche. E’ da un po’ che ci penso. Prima o poi lo farò.

Con questo preambolo vorrei giustificare gli ultimi mesi lontano dal blog. Mesi fertili e intensi, passati a dar vita a un nuovo prodotto che speriamo possa generare un consenso grande almeno la metà del nostro entusiasmo.

All’interno della nostra piccola collezione di strumenti per la scrittura mancava un oggetto che potrebbe definirsi senza tempo e che conta un folto numero di quelli che noi abbiamo affettuosamente ribattezzato (sentendoci parte della categoria) “i devoti della matita”.

Fateci caso, questo strumento vive da sempre in simbiosi con l’uomo, mutando forma a seconda del compito che viene chiamato a svolgere: dalle scorribande intellettuali e artistiche alle faccende squisitamente pratiche.

Risalendone la storia siamo approdati alla mirabile figura del naturalista e scienziato svizzero Conrad Gessner il quale, nei suoi scritti datati intorno al 1565 diede di questo strumento la prima efficace definizione: “un pezzo di grafite racchiuso in un guscio di legno”. Lo ammetto, è un po’ naif, ma aspettate di conoscere il resto della storia. Lo scritto di Gessner segue di poco la scoperta di un grande giacimento di grafite purissima in Inghilterra. L’utilizzo di bastoncini in materiale minerale era già nell’uso quotidiano dalla notte dei tempi, ma Gessner fu il primo a documentare la praticità che ne sarebbe derivata racchiudendo quella grafite in due piccoli pezzi di legno, mentre prima lo si utilizzava nudo, oppure avvolto in pezzetti di stoffa o pelli di animali. Vi convince? Dovrebbe, perché da quel momento il concetto di “matita” assunse il suo connotato moderno sviluppandosi in maniera più o meno spontanea e simultanea in tutta Europa e negli Stati Uniti dando vita ai più famosi marchi. Avvincente.

Ma torniamo a noi. La nostra matita portamina realizzata in legno tornito, dipinto e cerato a mano è davvero speciale e strizza l’occhio al passato. Priva di ogni meccanismo “moderno”, la mina in grafite trova il suo alloggio in una spina conica in legno che mostra un taglio longitudinale. Quando la spina viene infilata nel foro del corpo matita, la mina non ha più margine di movimento. Per far avanzare o sostituire la mina, è sufficiente sfilare la spina conica, fare i dovuti aggiustamenti e infilarla nuovamente nel suo alloggiamento. Semplice ed efficace.

Matita portamine legno
Matita portamina in legno di ginepro rosso, modello “Aida”, tornita e cerata a mano.

 

Per iniziare abbiamo realizzato quattro modelli, a cui abbiamo affibbiato dei nomi altisonanti: Aida, Carmen, Figaro e Butterfly, giusto per non farci mancare nulla. Il legno utilizzato è in tre essenze: Faggio, Mogano e ciliegio selvatico. Ma è solo l’inizio.

Inserita in una bella scatola regalo e accompagnata da un tempera-mina realizzato in legno sagomato e carta abrasiva (siamo certi che alcuni di voi se lo ricorderanno in dotazione a scuola, durante le ore di artistica o disegno tecnico), questa matita è un regalo ideale per coloro che amano gli oggetti da scrittura in stile. Regalo ideale, anzi no, perfetto per i devoti della matita.

Portamine legno
Matita portamina in legno di mogano in confezione regalo.

 

Piccola galleria d’immagini.

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Le matite portamina le trovate qui.