Sì, Era bravo.
Col nero riempiva d’ironia gli sguardi e vi ammucchiava intorno un volto. Col giallo ne indovinava l’indole aggiungendo un po’ di ambiguità, col rosso trattava la vanità e l’irrequietezza dell’attimo, mentre al fondo restava il compito di mitigare la vulnerabilità dell’insieme.
La sua opera era una specie di censimento antropologico, compilato con puntiglio e scarso pudore.
Un giorno mi disse “Basta, sono stanco di tutto questo. Ciò che cerco è la scintilla di un’umanità più vera, che sappia davvero spiegare le cose” .
Poi si zittì e col coltello riprese a togliere i semi dalla sua fetta d’anguria.
Microstoria #19






